01/08/2019

Q&A #1 WHAT IS BITCOIN? - CHE COS'E' IL BITCOIN?

Q&A #1: Che cos’è il Bitcoin?


[Il nostro team cerca di rispondere in modo semplice alle domande che ci rivolgete più frequentemente]


Bitcoin (BTC o XBT) è una crittovaluta mondiale creata da SATOSHI NAKAMOTO. Non si sa se è davvero un giapponese - come lo pseudonimo suggerirebbe - e non è nemmeno certo che si tratti di una persona sola o di un team di sviluppatori.


Il progetto ha avuto sin dal principio l’obiettivo di creare una valuta digitale senza confini, che esce dai soliti schemi grazie alla sua struttura decentralizzata, cioé priva di soggetti autoritari che ne detengano il controllo. 


La decentralizzazione del sistema Bitcoin è:

  • Politica (non ci sono permessi da chiedere per entrarci, non prevede né intermediari né gerarchie)

  • Tecnica (non c’è un “single point of failure”, anche se uno dei nodi della sua rete incontra un problema gli altri continuano a operare)

  • Economica (l’attività di registrazione delle transazioni è distribuita ed è svolta da utenti indipendenti che vengono premiati quando sono in grado di fornire una “prova” del proprio lavoro)

A dispetto della cattiva informazione spesso proposta da giornalisti disinformati questo, come appare evidente, non significa affatto la tecnologia Bitcoin si presti ad attività illecite: la struttura sulla quale si basa, la Blockchain, è forse l’unica ad essere totalmente trasparente e da tutti consultabile. Si tratta infatti di un registro, un diario su cui vengono annotate in ordine cronologico (ed immutabile) tutte le transazioni effettuate sin dalla sua creazione e che, grazie alla crittografia, riesce ad essere al contempo garante della privacy di ogni suo utilizzatore.


I primi bitcoin sono stati trasferiti il 3 gennaio 2009 alle ore 18:18 e l’operazione è stata registrata nel noto “genesis block”, il primo blocco (cioé la prima “pagina” di questo registro). 


Inizialmente il valore di un bitcoin era prossimo allo zero ma, come ormai tutti sappiamo, in pochi anni è cresciuto rapidamente, sino a raggiungere persino la vetta di 20.000 dollari l’uno.


Il numero massimo di bitcoin generabili è stabilito a 21 milioni di unità e si stima che questo verrà raggiunto nel 2040 circa. 


Per dirla in termini semplici, essi vengono pagati come commissione durante il trasferimento di denaro o si creano come ricompensa per i “miners”, cioè i titolari dei computer collegati alla blockchain quando svolgono l’attività di validazione delle transazioni o di verifica e chiusura del singolo blocco (che, ribadiamo, è una pagina informatica del registro detto blockchain).


Il valore dei bitcoin non è legato ad una moneta FIAT (no, l’azienda torinese non c’entra nulla: ci riferiamo alle valute tradizionali, basate sulla fiducia verso l’ente emittente, come Euro e Dollaro) ma bensì alla classica legge della domanda e dell’offerta nel loro mercato di scambio.


In diversi Paesi del mondo ormai i bitcoin sono considerati un metodo di pagamento sia per acquisti online che in negozi fisici di ogni genere. 


In diverse città, anche italiane (come Rovereto, centro della nota Bitcoin Valley) - si possono persino trovare dei piccoli ATM, simili a sportelli bancomat - grazie ai quali si possono convertire i propri vecchi ed inflazionati euro nei più preziosi e fungibili bitcoin.


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