24/04/2019

I GRANDI ECONOMISTI: VON HAYEK

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Tra i nostri ispiratori spicca indubbiamente Friedrich August von Hayek (Vienna 1899 – Friburgo 1992), premio Nobel per l’economia nel 1974, che è stato uno dei più grandi esponenti del neoliberalismo novecentesco e uno dei maggiori critici dell’economia pianificata e centralista.


Tra il 1973 e il 1979 appare la sua opera più importante, in tre volumi: Law, Legislation and Liberty, dove denuncia la tirannide del moderno parlamentarismo e argomenta sulla pericolosità dell’idea di giustizia sociale per la sopravvivenza della nostra civiltà. Infatti la filosofia politica di Hayek è basata sull’ideale libertà individuale e sulla sua stretta connessione tra libertà economica e libertà generale. 


La libertà è una condizione che riguarda l’individuo avente attorno a sé una sfera privata invalicabile. Quindi la libertà è essenzialmente l’assenza di interferenze o di coercizioni esterne. 


Quando l’uomo è costretto a seguire dei fini impostigli dagli altri e non dal proprio libero esercizio intellettuale, ecco che allora si riduce a uno stato di schiavitù. 


In tale prospettiva, Hayek mette in luce come anche chi vive negli agi e nell’opulenza non può ugualmente credersi libero. Hayek infatti vive la libertà come il potere di decidere per se stessi, condizione che, in uno Stato con una forte autorità economica, è impossibile.


Un lavoro di quarant’anni alla ricerca delle condizioni ideali per raggiungere una cosiddetta “pace monetaria” porta Hayek a dire che le monete nazionali non sono né inevitabili, né desiderabili. 


La sua idea di pace monetaria ha alla base il buon funzionamento del mercato che quindi porta poi la civilizzazione, la pace e la conoscenza.


La sua proposta economica - che per l’epoca era “fuori luogo” - dichiara che la soluzione ai mali dell’economia si manifesta nella libertà di emissione di moneta da parte di istituti pubblici e privati, nella fine del monopolio monetario e nella conseguente competizione tra le banche centrali che, come nel nostro attuale sistema economico, hanno sovranità monetaria: con la liberalizzazione dell’emissione di conio, solo chi offre la moneta migliore non viene escluso dal mercato.


Denazionalizzare la moneta vuol dire restituirne le sorti al mercato e al gioco sociale: un obiettivo che oggi non è per nulla irraggiungibile grazie alla nascita di Bitcoin e delle altre monete digitali decentralizzate.




















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